Willmi Progetto Otakugate
Cosa troverai in questa Case History:
- Cos’è Otakugate
- Il Mio Ruolo
- La strategia di Discovery
- Un Segnale Concreto
- Dati Verificabili
- Cosa Dimostra
Cos’è il progetto OtakuGate
Otakugate è un progetto editoriale personale dedicato alla cultura giapponese: anime, manga e tutto ciò che ruota attorno a questo universo.
Nato come progetto operativo nell’ambito di un laboratorio universitario sulla creazione di business, è diventato un esperimento reale di costruzione di audience da zero su piattaforme competitive come TikTok e Instagram.
Il mio ruolo in OtakuGate
Gestisco il progetto in autonomia totale: ideazione dei format, produzione dei contenuti, pubblicazione e analisi delle performance. Per la configurazione tecnica del sito mi sono avvalso del supporto di un programmatore senior. Ogni decisione editoriale, strategica e visiva è mia.
L’identità visiva è stata costruita a partire da ricerca applicata: teoria dei colori e scelta dei font sviluppate nell’ambito del laboratorio universitario, naming e immagine coordinata decisi autonomamente, con riferimenti alla cultura pop giapponese come sistema di riferimento estetico.
Non è un’identità casuale; è una scelta progettata.
Il progetto è organizzato attorno a tre format ricorrenti, ciascuno scelto per una ragione precisa.
Guess the Anime
E’ un format quiz a carosello con numerazione progressiva. Ho scelto il quiz perché è interattivo e gestibile in autonomia, genera conversazioni nei commenti e costruisce abitudine di consumo nel tempo: chi gioca una volta tende a tornare per il prossimo.
News della Settimana
E’ un carosello informativo ricorrente. Ho scelto il carosello perché permette due livelli di lettura: i titoli delle slide per chi scorre veloce, l’approfondimento per chi è già coinvolto. Un video avrebbe richiesto un’attenzione che le news da sole non giustificano.




































Indeciso su cosa guardare?
E’ un Reel decisionale. Ho scelto il Reel perché il formato video dà il tempo necessario per argomentare le scelte e coinvolgere lo spettatore nel ragionamento, che è esattamente quello che serve per convincere qualcuno a guardare qualcosa di nuovo.



























La strategia di Discovery
Il 57,9% del traffico TikTok arriva dalla ricerca organica. Non è un risultato casuale: ogni contenuto viene ottimizzato con keyword specifiche studiate in base a cosa viene effettivamente cercato sulla piattaforma.
I topic vengono scelti prima di tutto in base alla domanda esistente, non solo all’interesse personale.
Su Instagram oltre il 70% delle visualizzazioni arriva da non-follower: stesso principio, applicato a un algoritmo diverso.
Prima di avviare il progetto ho analizzato i competitor potenziali e i loro contenuti, identificato i pain point della community e capito quali bisogni non venivano coperti.
L’esperienza in Xeud mi aveva già dato uno sguardo interno al mondo dei creator di cultura giapponese, da lì ho capito cosa portare in Otakugate senza snaturarmi.
Un Segnale Concreto
Nei primi sei mesi i dati hanno confermato l’ipotesi di partenza: esiste una fascia di pubblico che cerca contenuti strutturati sulla cultura giapponese e non trova creator che li producano con continuità e metodo.
I numeri non sono esplosi, ma il segnale era preciso e verificabile.
Il limite che ho incontrato è altrettanto concreto: mantenere costanza e qualità in autonomia, mentre si lavora part-time e si frequenta l’università, è difficile senza scendere a compromessi.
Ho capito cosa mi mancava: un collaboratore per l’editing, che mi porta via più tempo della scrittura, e qualcuno con cui confrontarmi quotidianamente sulle idee.
Non è una mancanza che sminuisce il progetto, bensì la consapevolezza di cosa serve per farlo crescere davvero.
Dati Verificabili
Cosa Dimostra
Otakugate dimostra che so progettare format editoriali ricorrenti partendo da zero, costruire un’identità visiva coerente, ottimizzare i contenuti per la discovery organica e leggere i dati per prendere decisioni editoriali.
Dimostra anche che riconosco i miei limiti produttivi e so identificare con precisione cosa serve per superarli.
È un progetto che ha funzionato nei limiti delle risorse disponibili, e che ha prodotto apprendimenti concreti su come si costruisce un’audience in un mercato competitivo.
