Colazioni Online ODM

Format Colazioni Online ODM

William Auriemma Copywriting B2B

Cosa troverai in questa Case History:

Le Colazioni Online sono un format proprietario di ODM Consulting, ideato da Barbara Amorese, pensato per creare un momento di confronto peertopeer tra HR Manager e HR Director su tematiche strategiche di People Management, Organization Management, Reward e Diversity and Inclusion.

Sessioni virtuali, gruppi di 515 partecipanti, tre cicli annui con circa quattro sessioni ciascuno. I temi affrontati spaziano dalla Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale, all’intelligenza artificiale nel ruolo HR, dalla Certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere alle strategie di onboarding e retention.

Prima del mio coinvolgimento, il format viveva esclusivamente nella dimensione composta da sessione privata e confronto con l’HR manager, se disponibile, senza percorso editoriale esterno.

Dopo i risultati positivi sul blog e sulla pagina LinkedIn aziendale, l’AD Stefano Porta mi ha coinvolto nel format. Ragionando con Barbara Amorese, creatrice del format, ho proposto di aggiungere una restituzione pubblica su LinkedIn: un carosello visivo e un post testuale di sintesi per ogni sessione, con lo scopo di aumentare l’audience e il ciclo vitale del contenuto prodotto.

La proposta è stata accettata e da lì è diventata parte strutturale del format.

Il mio contributo si articola su due livelli:

Il primo è la partecipazione alla sessione: ascolto strutturato con presa di appunti sistematica, finalizzata non alla trascrizione ma all’identificazione dei pain point emersi dal confronto tra i partecipanti.

Quello che una sala di HR Director porta sul tavolo quando non ci sono clienti da impressionare è materiale editoriale raro; il mio lavoro è raccoglierlo senza disperderne il valore e anonimizzando la fonte.

Il secondo è la produzione editoriale post-sessione: integro i miei appunti con le slide del relatore, identifico il filo narrativo della sessione, scrivo il copy del carosello e del post LinkedIn.

Il carosello ha un’identità visiva definita dal designer di ODM, ma headline, bullet point e struttura dei contenuti sono una mia produzione.

Durante la sessione

Partecipo come osservatore attivo: ascolto il relatore ODM, seguo il confronto tra i partecipanti, prendo appunti strutturati sui temi emersi, sui pain point condivisi e sulle posizioni più significative.

Non intervengo nel merito della discussione: il mio ruolo è editoriale, non consulenziale.

Post-sessione: il carosello

Integro i miei appunti con le slide del relatore. Identifico la headline principale della sessione, la sintesi più efficace del tema affrontato e costruisco i bullet point che traducono i contenuti tecnici in messaggi leggibili per chi non era presente.

Il designer realizza il layout grafico sul mio copy.

Il risultato è un carosello che funziona come biglietto da visita della sessione: chi lo vede capisce il tema, il valore del confronto e il posizionamento di ODM su quella tematica.

Post-sessione: il testo LinkedIn

Scrivo il post di sintesi che accompagna o segue il carosello, adattando il contenuto emerso in sessione al ToV di ODM: autorevole, accessibile, orientato alla comunità HR.

La struttura è definita: apertura sul tema della sessione, sviluppo sui punti emersi dal confronto, chiusura con CTA verso le prossime sessioni.

Revisione e pubblicazione

Dopo la stesura mi confronto con il consulente interno ODM esperto della tematica affrontata, per validare la correttezza tecnica dei contenuti. Il materiale passa poi a Barbara Amorese per la validazione editoriale complessiva.

Solo dopo questo doppio passaggio viene pubblicato sulla pagina LinkedIn ODM, che conta circa 7.900 follower.

Non pubblico KPI interni: i dati di engagement appartengono all’azienda.

Quello che è pubblico e verificabile: nel primo ciclo 2026 ho seguito quattro sessioni, producendo per ognuna un carosello visivo e un post testuale di sintesi.

Prima del mio coinvolgimento ogni sessione non generava con costanza nessun contenuto pubblico. Ora ogni colazione lascia una traccia editoriale consultabile, che posiziona ODM sulle tematiche HR più rilevanti del momento. Il secondo ciclo è in programma nelle prossime settimane.

Questo lavoro mi ha insegnato qualcosa che nessun brief può insegnare: la differenza tra il contenuto costruito a tavolino e quello che emerge da una stanza di persone che parlano davvero del loro lavoro.

Un HR Director che racconta come gestisce il gender pay gap nella sua azienda non sta leggendo un report: sta descrivendo un problema reale, con le parole che usa quando non deve fare bella figura.

Trasformare quello in un post LinkedIn senza tradirlo, senza appiattirlo, senza renderlo generico è il lavoro più difficile che ho fatto finora in questo ruolo.

Ho capito che la sintesi non è semplificazione. È selezione. Scegliere cosa tenere e cosa lasciare fuori è una decisione editoriale, non tecnica. E quella decisione ha conseguenze: su come viene percepito ODM, su chi decide di partecipare alla prossima sessione, su quale tipo di conversazione si crea intorno al brand.

Ho imparato anche qualcosa sul valore del contenuto generato dalla community.

Le colazioni funzionano perché i partecipanti portano esperienza reale. Il mio lavoro è fare in modo che quella esperienza non rimanga chiusa in una stanza.