SEO vs GEO: cosa cambia
Per anni la domanda di chi scrive online è stata una sola: come faccio a essere trovato su Google?
In questo articolo troverai:
Ricerca Organica
Il quesito di come farsi trovare nel mondo online, nello sconfinato mare d’informazioni, affidabili o meno, generali o specifiche, di massa o di nicchia, è sempre stato presente dall’esistenza del web.
La ricerca organica è solo una parte della ricerca totale sul web, ma è quella che porta più credibilità e autorità nella maggior parte dei casi: è quella per cui vieni trovato senza sponsorizzazioni, campagne pubblicitarie, comunicazioni ad hoc o altri tipi di campagne.
La ricerca organica, però, sta cambiando anch’essa con i tempi. In questo articolo, parte della serie sulla scrittura strategica, vedremo il mio approccio a questo mondo, con casi pratici e consigli, da parte di chi affronta questi problemi ed opportunità per lavoro e passione!
Cos’è la SEO, in breve
Negli ultimi tempi quella domanda si è complicata, non perché Google sia sparito, ma perché al contrario si è attivata una seconda porta d’ingresso, la ricerca non più tramite “keywords” ma tramite quesito/intento.
Io stesso, in molte delle mie ricerche, professionali e non, utilizzo spesso ai come Perplexity o Gemini per avere una panoramica dal generale allo specifico con fonti allegate, piuttosto che utilizzare i classici tab di Google.
Ne ho scritto altrove con più calma, ma il riassunto è questo: la SEO è scrivere sapendo come un lettore reale ti trova su un motore di ricerca, e ottimizzare il testo perché quell’incontro avvenga.
Cos’è la GEO
La GEO, Generative Engine Optimization, è un livello diverso dello stesso problema: ottimizzare per essere citati, riassunti, ripresi dai motori di intelligenza artificiale (ChatGPT, Perplexity, Gemini e altri) quando qualcuno pone loro una domanda.
La differenza, però, è sostanziale: la SEO, infatti, porta il lettore fino al tuo link e, da lì in poi, il rapporto con il testo è del lettore; la GEO, invece, porta le tue informazioni direttamente al lettore, a volte senza che lui clicchi mai sul tuo sito, senza nemmeno sapere da dove viene quella risposta, né, ancor più preoccupante, conoscerne il contesto originale.
SEO vs GEO, le due cose non si escludono
Non è una scelta tra SEO e GEO. Sono due livelli che convivono, con obiettivi parzialmente diversi.
Chi scrive bene per la SEO, con struttura chiara e risposte precise, ha già buona parte del lavoro fatto anche per la GEO; ma come detto, i due piani non si compilano automaticamente del tutto: un motore AI legge e riassume in modo diverso da come un lettore umano scorre una pagina.
Differenza vissuta SEO vs GEO
Come ho sperimentato in prima persona, ad esempio chiedendo io stesso qualcosa a un’AI, è sostanziale la differenza tra come viene riassunta o citata un’informazione che conosci bene, ad esempio: anime/manga, e quanto questo sia diverso da come la stessa informazione “performa” su Google.
Scrivere per la SEO richiedeva già un livello di complessità aggiuntivo; ora, con la GEO, si aggiunge uno step ulteriore, che però non può certo essere ignorato.
Non è risolvibile con l’utilizzo di parole chiave ripetute e nemmeno solo con la struttura classica pre-SEO; serve un approccio integrativo, che vada incontro alle intenzioni di ricerca e alle domande che i futuri lettori possono porsi.
Cosa cambia concretamente per chi scrive, oggi
Senza allarmismo: non significa riscrivere tutto da capo, e non significa nemmeno che la SEO classica sia diventata inutile.
Significa aggiungere un livello di attenzione che prima non serviva: struttura ancora più chiara, risposte dirette alle domande che il lettore (umano o no) si sta facendo, contenuto che un’AI può leggere e riassumere senza fraintendere quello che hai scritto.
Del dettaglio operativo, di come si fa concretamente, ne parlo nel prossimo articolo.
SEO vs GEO, le formule originali
Approfondiremo ancora la tematica GEO, che nel 2026 è più che mai centrale, senza promettere soluzioni magiche, ma al contrario mantenendo un tono onesto e aperto a discussioni sui vari social, se vorrete.
Io stesso sto ancora capendo come funziona davvero; come la maggior parte degli addetti ai lavori, non prometto soluzioni magiche: non esiste una formula, ma, come nelle migliori storie, le formule migliori sono quelle originali.
Ognuno, tra chi di noi vorrà affrontare questa avventura, sperimenterà formule proprie, magie alternative e basate sulla propria esperienza, per creare qualcosa di unico che risponda alle sue esigenze creative e che si adatti al meglio al mondo in cui ci stiamo proiettando.
