Posizionamento generico Vs target
C’è una paura che blocca chiunque inizi a costruire un posizionamento: se mi specializzo, non perdo clienti?
Se dico “faccio questo, non quello”, non sto chiudendo delle porte?
Cosa troverai in questo articolo:
- Il primo approccio
- Cosa significa avere un’identità professionale (non solo un curriculum)
- I tuoi attrezzi la tua strategia
Il primo approccio, target vs generico
La prima volta che mi sono posto davanti a questa scelta è stato quando ho avuto l’opportunità di lavorare con una grande realtà B2B, trovandomi a scegliere tra una voce B2B/corporate e quella editoriale/pop sviluppata prima in Xeud e ora in Anime Community ITA.
Per prima cosa mi sono chiesto se potevo tenerli entrambi, senza diluire la mia identità, o rinunciare a conquiste personali importanti sia per la mia carriera che per il mio appagamento personale.
Il fabbro generico e il fabbro specializzato
In DANMACHI, un anime fantasy d’avventura, la città di Orario è piena di gilde, le Familia, ognuna sotto la guida di una divinità, ognuna con la propria specializzazione.
C’è chi combatte, chi commercia, chi fabbrica equipaggiamenti per gli altri avventurieri e così si diversificano le diverse famiglie nella società della città.
Tra i fabbri, quelli che vengono ricordati non sono quelli che sanno fare un po’ di tutto: sono quelli che si sono specializzati in qualcosa, e lo fanno meglio di chiunque altro, appartenenti principalmente alla famiglia Efesto; chiaro riferimento alla mitologia greca.
Un fabbro generico, come risaputo in città e com’è nell’opinione di tutti, produce equipaggiamento mediocre, mentre uno della famiglia Efesto, con una nomea o titoli, specializzato in un singolo tipo di lama, fa sì che la sua fama cresca tra gli avventurieri tanto da far diventare il nome stesso del creatore un brand, l’equivalente d’un marchio di lusso, anche se serve solo una parte del mercato.
Lo stesso vale per chi scrive.
Perché “generico” sembra più sicuro (e perché è un’illusione)
La paura di restringere il pubblico scegliendo una nicchia è comprensibile, ma è un’illusione di sicurezza.
Chi cerca “un copywriter qualsiasi” si accontenta del primo risultato che trova, spesso il più economico.
Chi cerca uno specialista in un ambito preciso, cerca proprio te e probabilmente è disposto a pagare per quella precisione.
Posizionarsi non significa escludere chi non rientra nel tuo target.
Significa scegliere chi puoi servire meglio di chiunque altro.
Non è una scelta da perdere a cuor leggero, anche perché diventare veramente bravo e verticale in qualcosa richiede sempre tempo, volontà e costanza, come il nostro amato Piano Editoriale; ma allo stesso tempo anche non scegliere è una scelta possibile.
Cosa significa avere un’identità professionale
Ora però guardiamo la mia realtà, quella che conosco meglio:
Ho costruito la mia identità professionale nel tempo, distinguendo tra “so fare molte cose” (vero, ma generico) e “sono riconoscibile per qualcosa di specifico” (la vera identità), che non vuol dire che ho rinunciato a qualcosa, come vedremo tra poco; ma ho fatto delle scelte precise per me ed il mio posizionamento.
Ho capito che dire “so scrivere di tutto“ non bastava, e che dovevo diventare riconoscibile per qualcosa di specifico come ad esempio: “tradurre complessità per pubblici diversi”, “costruire format ricorrenti”, “inserire richiami alla cultura nipponica” che amo, e lavorare contemporaneamente su più fronti a costo di aumentare il carico di lavoro.
Specializzarsi non vuol dire smettere di essere trasversali
Una domanda lecita, a questo punto: ma se ho più voci, più competenze, più contesti diversi in cui lavoro, come nel tuo caso: B2B e cultura pop, per esempio, non sto già contraddicendo questo principio?
No, perché la specializzazione non deve necessariamente essere su un singolo argomento.
Può essere racchiusa nel metodo: nel modo in cui traduci complessità, nel modo in cui costruisci format che reggono nel tempo, nel modo in cui ascolti un’audience prima di scrivere per lei.
Quel metodo resta lo stesso, che il fabbro stia forgiando una spada per un cavaliere o un’armatura per un mago.
I tuoi attrezzi, la tua strategia
Per tornare alla città di Orario e ai fabbri, non tutti possono essere il fabbro più famoso della città.
Ma ognuno può essere il fabbro più affidabile per chi ha bisogno esattamente di quello che lui sa fare.
Che tu sia uno specialista nella ricerca di nicchie di mercato, di scrittura SEO, di GEO, di Web Marketing, di E-Commerce o di Copy Social, non farti etichettare e limitare da un unico nome, da un ruolo, ma esplora nel profondo cosa ti rende differente dagli altri e rende quello che fai unico!
E per te? Quali sono i tuoi attrezzi del mestiere e che tipo di equipaggiamenti crei?
Un’arma è parte di chi la impugna.
Welf Crozzo
Non importa quanto le cose si mettano male,
la tua arma non ti tradirà mai!
