Content Strategist
Content Strategist: chi è, cosa fa?
Chiedi a dieci persone nel settore content cosa fa un content strategist, e probabilmente otterrai dieci risposte diverse.
Cosa troverai in questo articolo:
- Content Strategist,una definizione controversa
- Perché in Italia questa figura è ancora sottovalutata
- Content Strategist, il trampolino per la crescita
Content Strategist,una definizione controversa
Chiedi se lo sono loro stessi e molti diranno di no, anche se lo sono già.
Io stesso non sapevo d’esserlo e me ne sono reso conto solo svolgendo realmente la mansione, prima in Xeud e poi in ODM, per non parlare della redazione di Anime Community ITA.
Insomma, come già detto, non è il titolo che ci affibbiano o che crediamo di possedere a definire chi siamo, ma, al contrario, è ciò che facciamo a dimostrare il nostro valore e le nostre competenze.
Cos’è un content strategist (davvero)
Un content strategist non scrive necessariamente, poiché il suo lavoro è ancora più all’inizio del workflow: è colui che decide perché un contenuto deve esistere, dove va pubblicato, quando e per chi.
La differenza dal copywriter è semplice da dire e meno semplice da vivere: il copywriter esegue dentro una strategia che qualcun altro (o lui stesso, in un altro momento) ha pianificato; il content strategist quella strategia la disegna.
La differenza dall’editor è altrettanto netta: l’editor cura la qualità del singolo pezzo, lo migliora, lo rende pubblicabile, mentre il content strategist cura il sistema di pezzi nel tempo: come si parlano tra loro, quale ordine ha senso, quale priorità rispondere prima.
Perché in Italia questa figura è ancora sottovalutata
Il problema più comune non è che il ruolo non esista, bensì che esiste senza un nome e un’etichetta chiara.
Chi costruisce un piano editoriale, decide le priorità tematiche, coordina più canali tra loro, spesso lo fa già, ogni giorno, ma viene chiamato “copywriter senior”, “responsabile marketing”, o semplicemente non viene chiamato in nessun modo specifico: è solo “una delle tante cose che fa”.
Il ruolo reale del content strategist
Il mercato italiano fatica a riconoscere, e quindi a pagare, la strategia come competenza distinta dall’esecuzione.
Si paga il testo, la grafica, il video, mentre si fatica ancora a pagare la decisione che sta alla base di tutto, perché spesso è considerata un prerequisito.
La realtà è che possono facilmente esistere profili senior in un determinato ambito che però non hanno competenze per creare strategie editoriali di successo, pur conoscendo al 100% il mercato di riferimento, i bisogni dei clienti che si vogliono raggiungere:
Può mancare la visione generale, la competenza nel comprendere quale mezzo usare e perché; oppure la creatività per mettere in ordine e produrre contenuti sulle conoscenze che si posseggono… Qui inizia il lavoro del Content Strategist.
Cosa significa, per esperienza, incrociare entrambe le competenze
Lavorando in ODM, fondando Otakugate e lavorando come capo-redattore per Anime Community ITA, ho dovuto sia scrivere il pezzo sia decidere se/quando/dove pubblicarlo; particolari non di poco conto, che mettono in gioco competenze molto diverse rispetto alla semplice creazione del contenuto fine a sé stesso.
B2B
Il controllo di entrambe le decisioni, invece di eseguirle solamente, ti costringe ad avere una visione più ampia.
In ODM non sono io l’esperto del settore: ne conosco meglio dei consulenti di riferimento i bisogni del mercato e dei clienti, ma sono la persona che, in accordo con AD e Marketing, crea il PED, struttura l’uscita dei contenuti, l’ordine in cui escono e a che bisogni bisogna rispondere per primi.
Creativo
In Xeud, poi in OtakuGate e adesso in Anime Community ITA, conosco meglio la nicchia di riferimento, quindi posso assumermi più responsabilità e, di conseguenza, più controllo.
Non a caso, della prima realtà ero copywriter e video-maker; nella seconda, founder e ora Content Strategist e Caporedattore, affiancato dal founder.
Non è questione di non saper fare tutto, ma d’ammettere i propri limiti, riconoscere che ci saranno sempre ambiti in cui non sei tu lo specialista e adattare il proprio metodo alle circostanze per ottenere sempre il massimo.
Dove finisce il copywriter e inizia il content strategist (e perché spesso sono la stessa persona)
Nelle realtà piccole, i due ruoli si sovrappongono quasi sempre; non per una scelta organizzativa elegante, ma per necessità: non c’è abbastanza struttura per separarli, quindi una sola persona finisce per occuparsi di entrambe le cose.
Non è un problema se si è consapevoli: sapere quando si sta scrivendo e quando si sta decidendo la strategia ti rende più preciso in entrambe le cose.
Il problema nasce quando nessuno, nemmeno chi lo fa, se ne accorge: si scrive e si decide nello stesso momento, senza la lucidità di separare le due operazioni anche solo mentalmente.
Content Strategist, il trampolino per la crescita
Se avete letto altro su di me, avrete capito che non mi piace farmi etichettare, darmi confini e limiti operativi: “sono solo un content strategist” sarebbe un’affermazione forte e poco coerente con la mia personale definizione di “mediatore d’idee” che sto cercando di costruire.
Sono una persona consapevole di sé, delle proprie capacità, ma anche delle proprie debolezze e che non si fa problemi ad ammettere cosa non sa o non sa fare…
Sono un creativo, un copywriter per vocazione, un video maker per necessità, uno scrittore di testi Hr orientati e con una grande passione per gli anime e i manga, oltre alla cultura pop e nipponica; a volte queste competenze bastano per diventare un content strategist nel giusto contesto, altre volte no, ma non è un limite, è solo un trampolino verso qualcosa di più alto da raggiungere.
E tu sei pronto a saltare?
